SCHEDE TECNICHE

SCHEDE TECNICHE

Queste schede tecniche d’antiquariato sono state scritte dall’antiquario Pierdario Santoro

per la rubrica mensile edita sulla rivista “L’Informatore Europeo”. L’originale è corredato da foto e didascalie, qui non riportate.

Si ringrazia per la collaborazione la Professoressa Mara Bortolotto, perito d'Arte presso il

 

Tribunale di Bologna (www.peritoarte.it).

 

Gli strumenti scientifici, seconda parte dall’antichità al secolo dei Lumi.

Dopo il recente terremoto in Italia centrale, a riprova di quanto sia sempre stato importante il tentativo di prevedere tali eventi, vi voglio descrivere uno strumento molto curioso: il sismoscopio del cinese Zhang Heng, astronomo, matematico, ingegnere, geografo e inventore vissuto tra il 78 e il 139 d.C. Gli antichi cinesi credevano che i terremoti fossero il risultato da un disequilibrio cosmico dello yin e yang, causato dagli atti malvagi commessi dalla dinastia regnante. A causa di tale credenza a ogni terremoto scoppiavano proteste e ribellioni popolari. Per questa ragione per i governanti cinesi era importante essere tempestivamente a conoscenza di tutti i terremoti che si verificavano nel loro reame, al fine di predisporre rapidi soccorsi, ma soprattutto truppe pronte a reprimere ogni disordine. Sollecitato da questa esigenza, Heng sviluppò il primo dispositivo al mondo in grado di rilevare i terremoti a distanza. Heng sbalordì la corte imperiale con il suo dispositivo, con il quale poteva rilevare terremoti anche molto lontani, che nessuno era stato in grado di avvertire. Uno strumento semplice e di facile impiego per misurare la latitudine era lo khashàbà, tavoletta di legno raffigurante una mano con quattro dita. Si usava distendere il braccio, allineare la propria mano con l’orizzonte e contare il numero di dita o di mano sovrapposte (4 dita), necessarie a collimare la Stella Polare; essendo variabili sia la lunghezza del braccio sia la dimensione della mano si optò per questo strumento di legno di dimensioni standard, 2 cm di spessore per ogni isba‘ (dito in arabo) e una cordicella di 63 cm, corrispondente convenzionalmente alla lunghezza di un braccio, in modo da ottenere misure regolari e condivisibili da tutti. La necessità di misure certe, tali da contrastare le contraffazioni, fu avvertita in ogni tempo. S’istituirono ben presto misuratori pubblici di riferimento, sia per le misure metriche sia per quelle volumetriche, costituite da strisce di marmo provviste di contrassegni e da contenitori pure in pietra posti in luoghi pubblici. Durante il Rinascimento la grande diffusione dell'astrologia, con il conseguente aumento del numero degli astrologi, non tutti esperti in materia di calcolo, determinò un aumento della richiesta di strumenti, che facilitassero le misurazioni. Anche la matematizzazione di attività essenziali quali ad esempio, l'architettura e la progettazione delle fortificazioni, la contabilità, la registrazione e la misurazione del tempo, la navigazione, la topografia, ecc., determinò la necessità di dover fare calcoli, rendendo così molto ricercati gli strumenti necessari al loro svolgimento. In tal modo si legarono insieme la diffusione della matematica applicata e lo sviluppo della produzione degli strumenti. Il Rinascimento non produsse invenzioni rivoluzionarie, ma piuttosto modifiche e miglioramenti delle tecniche tradizionali, anche se le innovazioni apportate furono molteplici e significative. Il vero progresso si verificò nell'organizzazione di stabili strutture sia per la fabbricazione sia per la commercializzazione degli strumenti, che si trasformò da attività accessoria o occasionale in permanente e specializzata; con la creazione di laboratori in cui si procedeva anche alla formazione stessa dei lavoratori. Possiamo identificare due tipologie produttive: la prima di manufatti spesso ideati da uno studioso e prodotti artigianalmente, la seconda destinata al Principe o ad altro committente prestigioso di artefatti eseguiti magistralmente e spesso somiglianti a un prodotto d'oreficeria di grande valore ornamentale. Nel Quattrocento il triquetrum (in italiano piramidale) era chiamato comunemente “regolo di Tolomeo” (descritto da Tolomeo, 367 a.C. circa – 282 a.C., nell’Almagesto) e anche la sfera armillare zodiacale era definita “armilla Ptolomei”, i matematici umanisti li associavano ancora chiaramente ai loro precursori antichi; anche se il triquetrum rinascimentale era differente da quello tolemaico, infatti, non misurava la distanza zenitale della Luna, ma le altezze degli astri; ed è descritto ad esempio da Copernico. I matematici inglesi Leonard Digges (1520–1559) e suo figlio Thomas a metà del sedicesimo secolo, pensarono di montare sull’alidada del piatto azimutale dell'astrolabio, un semicircolo verticale provvisto di una diottra di puntamento, realizzando così il teodolite, concettualmente simile a quello utilizzato ancor oggi per le misurazioni terrestri. Poco dopo la metà del Cinquecento apparve il log (solcometro), un semplice strumento per misurare con maggior precisione la velocità delle navi. Le tecniche tradizionali consentivano di orientarsi con relativa facilità nel piccolo bacino del Mediterraneo, ma si dimostrarono insufficienti per le navigazioni oceaniche. In Cina, secondo alcuni documenti (libro di Zhu Yu), le prime bussole sono state utilizzate in mare intorno all’850. La bussola fu introdotta in Europa verso la metà o alla fine del XII sec., ma soltanto dalla metà del XV sec. assunse la forma ancora attuale; ma già prima di essa per indicare la direzione ai viandanti si utilizzarono pezzi di magnetite sospesi a un filo. Calamita, in inglese medio, significava “corso pietra” o “pietra che conduce”. Molto importante fu la scoperta da parte dei navigatori portoghesi della declinazione magnetica, cioè del fatto che l'ago della bussola indica il Nord lievemente spostato a oriente rispetto alla posizione geografica occupata; ciò portò all’invenzione di bussole di declinazione, dotate di una semplice meridiana, che consentiva d'individuare il meridiano locale e di determinarne l’angolo di declinazione. Il termine bussola nasce dalla scatola che contiene l’ago e il quadrante. Si svilupparono scatole, contenenti gli arnesi utili a una determinata attività, sempre più complete. L’Astronomia, sempre collegata all’Astrologia, trasse un notevole impulso dall’invenzione del cannocchiale, attribuita a Galileo Galilei. Galileo concepì ingegnosi accessori per i diversi impieghi del cannocchiale: il micrometro, anzitutto, fondamentale per misurare le distanze tra Giove e i suoi satelliti, e l'elioscopio, che consentiva di osservare le macchie solari col cannocchiale senza subire danni agli occhi. Il Seicento segnò l’arrivo di rapidi progressi nella matematica e nella meccanica, mentre la chimica dovrà attendere il Settecento, il secolo dei lumi, per non essere più definita Alchimia.

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