SCHEDE TECNICHE

SCHEDE TECNICHE

Queste schede tecniche d’antiquariato sono state scritte dall’antiquario Pierdario Santoro

per la rubrica mensile edita sulla rivista “L’Informatore Europeo”. L’originale è corredato da foto e didascalie, qui non riportate.

Si ringrazia per la collaborazione la Professoressa Mara Bortolotto, perito d'Arte presso il

Tribunale di Bologna (www.peritoarte.it).

IL sigillo, parte IV Ottocento e Novecento.

La storia del sigillo nell’età moderna possiede le caratteristiche e la stessa impronta storica delle epoche precedenti, essendo dotata dei medesimi significati simbolici, religiosi o addirittura magici, che da sempre contrassegnavano la sacralità del potere.  la Legge salica prevedeva addirittura che il requisito nobiliare si perdesse, oltre che per l'esercizio delle cosiddette "arti vili", anche per la mancanza "del sigillo, del blasonario e del sepolcreto familiare". Persa col tempo in parte questa funzione originaria, tali tipologie sono rimaste nella consuetudine tradizionale; quale semplice diletto estetico o come simbolo di prestigio. Nel caso del sigillo il destino storico è stato particolarmente diverso, rispetto a quello di altre tipologie artistiche o pratiche; per quanto riguardante le strutture burocratiche della società moderna, l’uso di quest’oggetto non solo non è diminuito, ma è addirittura aumentato l'impiego di timbri e suggelli per convalidare atti e documenti. L’uso d’imprimere il marchio d’istituzioni è ancora più diffuso, per riconoscerne le proprietà e altro ancora; ovviamente, se non in casi eccezionali, questo tipo di matrici nelle bollature correnti non ha una predominante qualità di ordine estetico. Il sigillo artistico, che come in antico era contemporaneamente indicazione di proprietà e amuleto, continua ad esistere all'interno delle arti decorative, come oggetto di distinzione e quindi con realizzazioni spesso preziose. 

Le matrici di epoca moderna sono dotate per lo più di un manico, realizzato in materiale differente e a volte riccamente ornato. Per ideare un sigillo, anche nelle forme più modeste, è sempre necessario mettersi in relazione con un simbolo, quando non è un oggetto d'uso, la sua gradevolezza è una componente fondamentale, e deve rimanere sempre intrisa da un poco di mistero e di fascino. Il sigillo artistico è sempre raro e raffinato, con un diverso rapporto tra la matrice e l'impugnatura. Ad esempio in quello ad anello la qualità della matrice è preponderante. 

Nell'Ottocento, soprattutto dalla seconda metà, assistiamo a una sua radicale metamorfosi, le impugnature dei sigilli si trasformano in vere e proprie sculturine o mezzi busto con eleganti citazioni e dediche di vario genere. Nell'Ottocento la panoramica della produzione è vastissima e in diretto rapporto con i materiali a disposizione utilizzati. Si spazia dalle pietre dure ai metalli, dalla madreperla all'avorio, dal vetro alla ceramica e altro ancora; non vi è materiale che non sia utilizzato a fini decorativi. Gli anelli e i ciondoli, sapientemente adattati per ospitare matrici e timbri, uniscono la funzionalità a una ricercata eleganza. Le matrici montate ad anello sono prevalentemente di forma circolare con angoli smussati. I sigilli montati a ciondolo assumono normalmente la forma di calice, che fornisce, nella sua struttura, agilità nell'impugnatura e versatilità per il lavoro dell'artigiano gioielliere; modalità esecutiva che prosegue fino ai giorni nostri. È interessante e curioso costatare a quale vasta gamma di applicazioni il sigillo sia stato adattato nel XX secolo. Sovente è stato associato a un’oggettistica di uso corrente, inserito: in scatole di fiammiferi, in contenitori di compassi, penne, calamai, tagliacarte, spesso in arredi per scrivanie e in molti casi anche in oggetti per la tavola imbandita. Manufatti che ricevono dal sigillo una dignità speciale. 

Stampi di legno

Una tipologia particolare è quella degli stampi lignei usati per il marchio del pane e del burro, in uso da secoli, che tramandano un'immagine di grande dignità formale, abbinando alle necessità dell’esecuzione del prodotto commestibile, quelle di segno di riconoscimento e d’identificazione personale. Imprimere un segno d’identificazione sul pane e sul burro era una consuetudine già in uso nel primo Medioevo presso le comunità contadine, sopraturo in Italia, Francia e Spagna. Con l'avvento dei Comuni, in particolare in Italia, il pane viene cotto al forno comunale, è quindi necessario imprimere su di esso un segno per poterlo riconoscere. Data l'importanza del pane nell'alimentazione, si comprende la cura che fu dedicata alla realizzazione dei diversi marchi. Alcuni grafismi come animali fiori, foglie, cuori e disegni geometrici, ci forniscono importanti notizie storiche sul concetto di proprietà, sulle credenze religiose e sulle tradizioni locali dai tempi antichi a oggi. Esiste poi una produzione di alta qualità, con impiego di materiali preziosi; in cui la matrice a volte fa da Piedistallo a figurazioni scultorie. Nel XX secolo l'animalistica è stata un genere assai diffuso in Inghilterra e in modo particolare in Francia e in Italia. 

I sigilli con decori smaltati sono diffusi in tutta l’Europa centrale e nei Paesi Slavi e recano un’impronta stilistica tipicamente orientale, con presente spesso un'evidente ispirazione settecentesca. I sigilli in vetro e cristallo hanno di solito una struttura più asciutta e squadrata, che ci appare più moderna. Va ricordata la produzione firmata da Renè Lalique, si tratta di pezzi unici o di piccole tirature. I vetri bianchi incisi conferiscono al sigillo un aspetto immateriale, che sul piano inventivo sono la caratteristica dei vetri di Lalique del periodo Art-Nouveau, produzione tipica fino agli anni Trenta; mentre nella produzione precedente si era preferito un cromatismo raggiante e vibrato. Dagli anni trenta del Novecento in poi, specialmente nel corso degli anni cinquanta, gli artisti decorativi e nel nostro caso gli ideatori di sigilli, sono condizionati dalle nuove tecnologie e dai nuovi materiali presenti sul mercato; in particolare con l’uso frequente della bachelite e delle resine sintetiche. Materiali che conferiscono agli oggetti un aspetto di lucente durezza e una sensazione di forte consistenza; dando la possibilità di piccole invenzioni e realizzazioni tra le più variate e innovative, legate alla più facile trasformabilità dei materiali usati, che rendono possibile un aspetto meno inciso, più morbido. In questo periodo storico si perde in parte, il piacere e quindi la richiesta sul mercato, per la statuaria di piccole dimensioni; di quei bronzetti da posare sul tavolo o sul comò, di quelle graziose e piccole sequenze di figurine leggere e svolazzanti, che costituivano in parte l'immagine tipica del passaggio tra l'Ottocento e il Novecento e popolavano gli ambienti con la loro gioiosa presenza. I sigilli Art Nouveau, per quanto riguarda il figurativo, s’ingrandiscono e sono costituiti spesso da busti celebrativi posati sul loro piedistallo, che nella base funge da sigillo, a volte il piedistallo si arricchisce, costituendo una specie di naturale prolungamento del torso femminile. Già negli anni venti è meno frequente l'uso di figurine umane nell'iconografia del sigillo, va già sparendo l'immagine della fanciulla dalle vesti avvolgenti e dalla fluente chioma, trasformata spesso in quella di un ambiguo Pierrot.

La storia del sigillo è davvero una microstoria dei gusti e degli stili, di esemplari maneggevoli e invitanti dotati di uno spirito magico e misterioso o di aspetto solenne e rigoroso; ma il sigillo anche quando è privato dell'autorità delle sue funzioni sacrali, non ha mai perso il suo fascino. 

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