SCHEDE TECNICHE

Queste schede tecniche d’antiquariato sono state scritte dall’antiquario Pierdario Santoro

per la rubrica mensile edita sulla rivista “L’Informatore Europeo”. L’originale è corredato da foto e didascalie, qui non riportate.

Si ringrazia per la collaborazione la Professoressa Mara Bortolotto, perito d'Arte presso il

Tribunale di Bologna (www.peritoarte.it).

 

Il gioco d'azzardo e i suoi arredi. Parte seconda, l’epoca storica.

Come abbiamo visto nella scheda precedente le carte da gioco sono documentate in Europa con certezza dalla fine del Quattrocento. Il reperto di mazzo più antico in nostro possesso sono due fogli non tagliati a stampa xilografica che si trovano nell’Instituto Municipal deHistoria a Barcellona, che potrebbero datare alla fine del XIV secolo. Nel Rinascimento le carte da gioco presentavano repertori estremamente vari. Le immagini preferite dai fabbricanti erano scene di corte o di caccia, animali fantastici, florilegi e  immagini mitologiche. Sul finire del Cinquecento, la produzione andò riducendosi a due modelli fondamentali: le carte a semi italiani (coppe, spade, denari e bastoni) in Italia, Spagna e Francia, quelle a semi tedeschi (foglie, ghiande, campanelli e cuori) in Germania. Fu solo nel 500' che i francesi introdussero la Regina nelle carte. Tali carte sono state conosciute come il mazzo francese, che fu il diretto predecessore del moderno mazzo a 52 carte. Le carte a semi francesi (cuori, quadri, fiori e picche) comparvero agli inizi del Seicento, monopolizzando i mercati del Nord  Europa. Dal Cinquecento furono pubblicati i primi manuali che fissavano le regole dei vari giochi, fino allora piuttosto incerte e diverse da una regione all’altra. Nel XVI secolo la Germania comincia a rilasciare concessioni comunali per le case da gioco, mentre alla corte di Enrico IV (1553-1610) sono presenti i primi giocatori professionisti, in grado di guadagnarsi da vivere grazie al gioco d'azzardo. Dal XVIII secolo compaiono tavoli specificatamente destinati al gioco e in particolare a quello delle carte. Venezia rivendica il primato di aver aperto il primo casinò legale, chiamato ridotto, fu inaugurato a Venezia nel 1638. Il Casinò di Venezia era uno storico edificio che ospitava vari giochi di carte e poteva accedervi chiunque avesse denaro. <I Croupiers, vestiti con la toga nera e la grande parrucca bianca, chiamati tagliatori dalla loro funzione di tagliare il mazzo nel gioco più famoso quello del Faraone, sono esclusivamente nobili, spesso decaduti e bisognosi dello stipendio percepito per tale funzione. I giocatori possono entrarvi unicamente mascherati; il che favorisce il mischiarsi di nobili, avventurieri, dame e cortigiane. Il Maestro del Ridotto funge da direttore e provvede alle varie esigenze dei giocatori, compreso il prestare denaro su parola; la parola è d'altronde considerata sacra e il prestito va reso entro il giorno successivo. Si giocano molti giochi, ma i più diffusi sono nell’ordine il Faraone, la Bassetta, il Biribisso (antesignano della moderna Roulette) ed il Trictrac. Si prediligono i giochi ad alto rischio in cui conta più la fortuna che l’abilità, ma si giocano anche gli altri come il Tressette o gli Scacchi.> (testo tratto dal capitolo "Il gioco e la prostituzione" nel saggio "Dal capriccio alla linea" di Pierdario Santoro, pag. 37, in "Arredi del Settecento", Artioli editore). La conoscenza dei vari giochi costituiva un viatico indispensabile per il gentiluomo alla moda. Il linguaggio dei giochi era transazionale e permetteva l'introduzione nelle corti e nei salotti buoni dell'aristocrazia, era il passe-partout per inserirsi ed essere notati. Giacomo Casanova dichiarò di conoscere ventidue tipi di gioco. Il backgammon, come abbiamo visto nella scheda precedente, è da considerarsi il gioco da tavolo più antico, vecchio di oltre 5000 anni. Anche in questo caso dal XVIII secolo sono creati appositi tavoli destinati a tale gioco.. Arredi particolari sono quelli dedicati ai giochi con le biglie. Il primo tavolo da Biliardo di cui si ha notizia è quello ordinato, nel 1470, da Luigi XI, sovrano di Francia. Nel testamento di un certo Francois Villon, morto nel 1489, è descritto: <un biliardo nel quale è spinta la bilia>. Il gioco del biliardo deriva dal gioco delbagatelle. Il Bagatelle consisteva in un piano di gioco di legno con delle buche e degli ostacoli, costituiti da numerosi chiodi piantati sulla tavola stessa, bisognava mandare le biglie nelle buche, colpendole con un bastoncino simile a una piccola stecca da biliardo. Il panno verde del biliardo ricorda il campo d'erba del croquet, da cui si sono evolute le versioni dei giochi da tavolo con biglie. Nel Seicento si aprono le prime sale pubbliche da biliardo. In Africa Orientale è molto diffuso il gioco del Bao, appartenente alla categoria dei mancala. Un viaggiatore francese di nome Flacourt descrisse il gioco del bao nel 1658, avendolo osservato giocare dai Sakalava del Madagascar. Il nome mancala si riferisce a una famiglia di giochi da tavolo, diffusi in gran parte del mondo (specialmente in Africa, in Medio Oriente, in alcune zone del Sudest asiatico e in America centrale) e spesso indicati anche come giochi di semina; infatti, quando il gioco termina, perché tutte le case di un giocatore sono vuote, la fine è detta carestia. Dal Settecento la costruzione di arredi specifici per il gioco continua copiosa fino ai giorni nostri. Trattandosi di mobili di lusso essi sono generalmente fabbricati da ebanisti, con i materiali più vari. In alcuni casi se ne impiegano di preziosi e si producono veri capolavori di ebanisteria e d'ingegno.

                                                                                         RITORNA ALLA HOMEPAGE