SCHEDE TECNICHE

 

Queste schede tecniche d’antiquariato sono state scritte dall’antiquario Pierdario Santoro

per la rubrica mensile edita sulla rivista “L’Informatore Europeo”. L’originale è corredato da foto e didascalie, qui non riportate.

Si ringrazia per la collaborazione la Professoressa Mara Bortolotto, perito d'Arte presso il

Tribunale di Bologna (www.peritoarte.it).

 

Mitologia, allegorie: greco-romane. Prima parte.

In questa scheda affrontiamo il tema fondamentale nell’arte della mitologia. Forniamo delle veloci indicazioni sia per identificare di quale personaggio si tratta, ma soprattutto sul suo aspetto e sugli attributi, che gli sono più comuni, in modo da poter verificare se nel manufatto non vi siano state sostituzioni. Nelle fusioni di bronzo antiche, sia di statue autonome, che di quelle poste a decoro di orologi, specchiere, ecc. spesso tali accessori erano fusi a parte e fissati con dadi e viti. Durante le varie vicissitudini, facilmente si potevano allentare tali viti, con la perdita di pezzi. Testimoniano tali mancanze la presenza di fori. Sovente la perdita è stata camuffata con la sostituzione di quanto mancante con elementi recuperati da altri soggetti. Raramente ciò è avvenuto con la stessa tipologia originale. Quando un accessorio non è congruo, è stato sicuramente sostituito.

Fin dal Rinascimento ci si è ispirati all’antichità, alle divinità, agli eroi ed ai più svariati miti del passato. Tutte le arti ne sono state influenzate.

 In particolare le pendole a soggetto neoclassiche, in cui su di un basamento le figure circondano l’orologio, sono costellate di tali rappresentazioni. Il genere nasce nella seconda metà del Seicento, di cui è splendido esempio la pendola di Venere del 1725 d’Andrè Charles Boulle. Per provare ad indicare qualche spiegazione di questa mitologia particolarmente complicata ed ingarbugliata, cerchiamo di identificare alcuni degli aspetti tipici dei vari personaggi; indicandone i caratteri salienti, gli attributi più comuni ed i monumenti antichi più famosi, cui ci si è ispirati. Riportiamo il nome greco o romano più corrente, elencandoli in ordine esclusivamente alfabetico. Diamo anche l’indicazione corrispondente ad alcuni dei monumenti più famosi del passato, che furono ripresi sulle pendole, senza particolari modifiche, in tutte le misure.

Divinità.

Adone: nudo o vestito; dio della vegetazione, amato da Venere e da Persefone, giovane di grande bellezza (vedi l’Adone del Museo di Napoli).

Afrodite-Venere: nuda o svestita, dea dell’amore, della bellezza, della fecondità, nata dal mare e portata a riva da Zeffiro, sposa di Vulcano, si accompagna spesso a Cupido-Amore e ad una colomba. Il suo carro e trainato da colombe, cigni, farfalle o pavoni. Famose quella genuflessa al Museo Vaticano, la Venere Medici agli Uffizi, e quella di Milo al Louvre.

In un affresco al Museo Nazionale di Napoli è raffigurata, mentre vende Amorini.

Amore-Cupido: nudo, figlio di Marte e Venere, sposo di Psiche (vedi l’Amore e Psiche del Museo Capitolino, e quelle famose di Canova), dio dell’amore; fa parte del corteo di Venere, ma accompagna anche altre divinità. Giovane con la cetra o la fiaccola (simbolo della passione d’amore); anche alato. Bambino, alato, con arco, frecce e faretra; a volte in groppa ad un delfino (vedi il Cupido rinvenuto a Capua). Il suo carro è trainato da cavalli, cani, colombe o cigni.

Anfitrite: vestita, moglie di Poseidone, dea del mare, una delle Nereidi. Il suo carro è scortato dai Tritoni e dalle Nereidi e trainato dai cigni o da delfini; rappresentata anche a cavallo di un delfino. Spesso confusa con Galatea.

Apollo-Febo-Elio: nudo, figlio di Giove e di Leto, fratello di Diana; dio del sole, della bellezza, delle arti e della musica. Porta cetra ed è coronato d’alloro, (vedi gli Apollo citaredi del Museo Vaticano, o con un nastro tra i capelli (come quello al Museo di Bologna) od arco e frecce (come in quello famoso detto del Belvedere; sempre al Museo Vaticano). Il suo carro e trainato da cavalli, aquile o cigni (vedi anche corteo d’Apollo); in tal caso è spesso coronato dai raggi del sole, raffigurato come Elio (altorilievo del Museo di Berlino). Arianna: vestita, figlia di Minosse, sposa di Dioniso; raffigurata con il famoso filo con cui aiutò Teseo ad uscire dal labirinto, o disperata adagiata su di un letto, dopo il suo abbandono. (Vedi quella famosa del Museo Vaticano).

Artemide-Diana: figlia di Giove e di Leto, sorella d’Apollo, dea della Luna e della caccia. Vestita di una corta tunica ed a volte con uno spicchio di luna tra i capelli; porta arco e faretra. Sovente accompagnata da una cerva (Ispirata all’Artemide cacciatrice del Louvre) o da un levriero.

Cibele, figlia di Urano e di Rea. Famosa quella del Museo Nazionale di Napoli.  È rappresentata seduta in trono sul cocchio trainato da due leoni. Utilizzata per un carro del bronzista Mahault nel 1810.

Demetra–Cerere: vestita, figlia di Crono e di Rea, sorella di Giove; dea della fertilità e delle messi. Simbolizza l’estate; coronata di spighe, può reggere in mano un fascio di spighe od un falcetto, a volte una fiaccola. Il suo carro trainato da coppia di buoi (famosa la pittura pompeiana di Demetra in trono)

Dionisio-Bacco: vestito, figlio di Giove e di Semele; dio della vigna del vino e dell’ebbrezza (in tal senso era anche alla fonte dei riti dionisiaci), simbolizza l’autunno. Insegnò agli uomini l’agricoltura. Fanciullo o vecchio barbuto, abbigliato di pampini e grappoli d’uva; carro trainato da caproni o da un leopardo (Vedi anche corteo di Bacco).

Ebe: vestita, figlia di Giove e di Era; sposa di Ercole. Dea della giovinezza, coppiera degli dei; raffigurata con una coppa, o una brocca, o mentre abbevera un’aquila.

Efesto-Vulcano: vestito. Figlio di Giove e di Era, marito di Venere, insieme con la quale è spesso rappresentato. Dio del fuoco e della forgia, protettore di ogni arte del metallo che aveva insegnato agli uomini; barbuto, zoppo, con berretto sul capo, con incudine, martello e sovente le armi di Achille o lo scudo d’Ercole, che aveva fabbricato.

Era-Giunone: vestita, sorella e sposa di Giove; protettrice della donna, del matrimonio, della famiglia, del parto. Mento deciso, labbra sporgenti (vedi quella Ludovisi del Museo delle terme a Roma); indossa la corona e lo scettro. Il suo carro è trainato da pavoni.

Ermete-Mercurio: nudo, figlio di Giove e di Maia; messaggero degli dei, protettore dei viandanti, dei commerci, dei ladri, degli armenti ed in generale d’ogni abilità umana. Porta il Petaso (cappello alato), le ali ai piedi, ed il caduceo (verga ornata da due serpenti, dispensatrice di benessere); il suo carro è trainato da aquile o galli. (vedi la statua di Prassitele, al Museo d’Olimpia; e quella in bronzo, trovata ad Ercolano, che lo raffigura seduto su una rupe con le ali assicurate da nastri, presente ora al Museo Nazionale di Napoli)..

Esculapio-Asceplio: vestito, barbuto, figlio di Apollo e di Coronide, con una serpe arrotolata intorno ad un bastone od al braccio; dio della salute (vedi la statua del Museo Vaticano).

Flora: vestita, divinità dei fiori e della fioritura; presentata con fiori tra i capelli e le mani.

Giove: vestito, dio supremo del cielo e della luce, barbuto e riccioluto; impugna lo scettro e la folgore (vedi la statua detta dei Verospi nel Museo Vaticano). Accompagnato da un’aquila, o bambino con la capra Amaltea, che lo allattò; il suo carro è trainato dalle aquile.

Marte: nudo o vestito, muscoloso, viso deciso; dio della guerra. Porta elmo, spada e lancia. Il suo carro è trainato da cavalli; raffigurato anche come sposo di Venere.

Niche-Vittoria: vestita; ramo di palma in una mano tromba nell’altra, corona d’alloro in testa.(Vedi la Niche di Samotracia al Louvre, e quella rinvenuta a Pompei, al Museo Nazionale di Napoli. È presente su molte basi di candelieri di accompagno.

Poseidone-Nettuno: svestito, figlio di Crono e di Rea, fratello di Giove con cui spartisce la terra divenendo dio del mare, barbuto e riccioluto con espressione severa, con tridente e delfino; il suo carro è trainato da cavalli marini o delfini.

Pallade Atena-Minerva: vestita, nata dal cervello di Giove. Protettrice della scienza, dell’industria, dei commerci. Divinità guerriera, porta un elmo, una lancia, l’egida (la pelle della capra Amaltea con al centro la Gorgone, posta sullo scudo o sul petto. Come appare nella Pallade di Velletri del Museo Capitolino); accompagnata da una civetta simbolo di saggezza. Il Palladio è una statua di legno della dea posto a difesa delle città; compare su alcune pendole “au char”.

Rea-Cibele: vestita, figlia di Urano e di Rea, sposa di Crono, madre di Giove. Divinità della terra e della fertilità. Due leoni trainano il suo carro od affiancano il suo trono (immagine ispirata alla Cibele in trono del Museo nazionale di Napoli). Utilizzata per il carro del bronzista Mahault nel 1810.

 

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