ANTICHITA’ SANTORO
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Scheda di approfondimento.
"Projet pour Callipigie,
1962".
Litografia, rifinita
a olio.
Misure cm: h. 75,5
x56.
Autore: Gianni
Bertini, 1922-2010. Firmato Gianni Bertini 1961. Periodo informale.
Nato a Pisa il 31
agosto 1922, è in questa città che si compie la sua formazione con una laurea
in matematica pura. Gianni Bertini esordisce come pittore nel 1946, scegliendo
la via dell'astrazione perché come egli stesso afferma: «Sono diventato
non-figurativo per aver dato un significato reale agli avvenimenti della guerra».
Tra il 1948 e il
1949 realizza il suo primo ciclo, i Gridi, facendo uso di lettere stampigliate e cifre.
Dopo un breve soggiorno a Roma, nel 1950 si stabilisce a Milano, dove entra in
contatto con il MAC di Monnier, Dorfles,
Munari e Soldati. In questo anno realizza opere di aspetto prevalentemente
grafico, formate da giustapposizioni di elementi contrastanti: positivo-negativo, bianco-nero, punto-linea che lo portano
ad indagare il mondo della linea e dello spazio, e ad approfondire l'aspetto
meccanico che anima le sue Composizione e Scomposizioni. Nel 1951 viene
invitato a due mostre dedicate all'arte astratta in Italia: Arte astratta e
concreta alla Galleria d'Arte moderna di Roma e Panorama dell'arte astratta in
Italia dal 1915 al 1951 alla Galleria Bompiani di Milano. Quindi realizza delle
pitture dove la sgocciolatura è largamente impiegata; tali opere vennero
presentate nell’ottobre del 1951 alla galleria Numero di Firenze e sono tra le
prime manifestazione di pittura informale realizzata in Italia. In seguito
furono definite
Pitture nucleari. Sul finire del 1951 si trasferisce a Parigi e nel
maggio 1952 ha luogo la sua prima mostra personale parigina alla Galerie Arnaud.
Dopo un viaggio di
studio attraverso la Spagna, rientra a Parigi. Qui entra in contatto con René Drouin e dal 1957 fa parte del gruppo Espaces
imaginaires promosso da Pierre Restany,
mentre dal 1954 è invitato al “Salon de Mai” dove
espone regolarmente fino al 1963, anno in cui insorge con il manifesto Bonsoir le Salon de Mai per
contestarne la ormai avvenuta decadenza. Compie numerosi viaggi in Europa
esponendo con personali a Bruxelles, Copenhagen, Schiedam,
Amsterdam. Nel 1960 parte per gli Stati Uniti e pur lavorando con la Gres Gallery di Chicago, preferisce risiedere a New York.
Ritorna a Parigi,
dove partecipa all’azione del Nouveau Réalisme. Nel 1961 è accolta in Svezia – dove
l'artista soggiorna a più riprese – una sua ampia retrospettiva alla Kunsthalle di Lund. Tale
esposizione è poi ripetuta nel 1963 al Palais des Beaux Arts
di Bruxelles. Nel frattempo aveva presentato, nel 1962, Le Pays
Réel alla Galerie J. di
Parigi. Dopo un soggiorno prolungato a Tangeri, rientra a Parigi e nel 1965
firma il primo Manifesto della ‘Mec-Art’ abbreviativo
di mechanical-art; ovvero un'arte che sfrutta tutti i
procedimenti fotografici per ottenere un'elaborazione meccanica di una nuova
immagine riportata poi su tela o metallo su cui l'artista interviene pittoricamente. Nello stesso anno espone a Stoccolma,
Amsterdam, Bruxelles e Milano.
Nel 1968 è invitato con una sala personale alla Biennale di Venezia, dove
nell’edizione successiva del 1970 sarà commissario di esposizione.
Durante questi anni
compie un viaggio di studio in Senegal e successivamente in America Latina,
attraversandola da sud a nord. Soggiorna a Buenos Aires ed espone al CAYE.
Quindi rientra a Milano, dove tra il 1971 e il 1972 fonda due riviste di poesia
visiva: «Mec» e «Lotta Poetica». Nel 1972 è invitato
a Bratislava dall’amico Alex Mlynarcik, dove insieme
propongono ‘l’Arte Anticoncezionale’. Nel frattempo in Italia espone a diverse
riprese a Milano, oltre che a Genova, Venezia, Firenze e Roma.
Nel 1984 torna
nuovamente a Parigi dove gli è consacrata una grande retrospettiva al Centre Nazional des Arts Plastiques.
L’anno successivo il Ministero della Pubblica Istruzione francese lo nomina ‘Chevalier dans l’Ordre des Arts
et Lettres’. Nel 1988-89
compie alcuni viaggi in Oriente, esponendo nei musei d’arte moderna di Seoul e
Taiwan.
Sulle tele della
fine degli anni Ottanta, alle immagini massmediatiche si sostituiscono ombre e
profili di personaggi anonimi, femminili e maschili, dispersi e proiettati in
situazioni meccaniche o fondali di fatti reali.
A commento della
guerra del Golfo, nel 1991 realizza il ciclo Per non dimenticare: è qui che
trovano la loro massima espressione le ombre, stagliate sullo sfondo, di eventi
e macchinari, ingranaggi ed elicotteri. Nel 1992 presenta un ciclo di dodici
opere su Antonin Artaud. È
nel 1997 che lancia il manifesto ‘La Retro-garde’ in
opposizione al dilagare di un’arte morta in vagina. Ai principi della Mec-Art si innesta un intenso ed approfondito apporto
cromatico, che auspica la rinascita del mestiere di pittore.
Nel 1999 presenta a Parigi alla Galerie de L'Europe e a Milano
alla Galleria del Naviglio una mostra intitolata La Retro-garde-
La Retroguardia.
Nel 2000-2002 gli vengono tributati numerosi omaggi con mostre antologiche
Gianni Bertini Percorsi a Firenze (Centro d’arte Spaziotempo) che
è ordinabile on-line nel nostro shop, Percorsi a Pisa (Palazzo Lanfranchi)
e vengono pubblicate ben due importanti monografie.
Nel 2004 è presente a Milano con ben tre mostre: Dal MAC al Mec
(Galleria Artestudio) e Premesse non promesse (Spazio
Annunciata) e soprattutto la retrospettiva L'écume du temps alla Fondazione Mudima,
con catalogo a cura di D. Stella.
All'inizio del 2006
altre due importanti retrospettive alla Galleria Elleni di Bergamo e Immagini
del tempo alla Galleria Colossi arte contemporanea di Chiari (Brescia).
A maggio la Civica Galleria d'Arte moderna di
Gallarate organizza una manifestazione connessa all'attività svolta da Bertini
negli anni che precedono il trasferimento a Parigi: Gianni Bertini:opere 1947-1953,
corredata da una monografia a cura di L. Caramel ed
E. Zanella.
Nel 2007 Bertini
partecipa a numerose mostre collettive : Nouvelle Figuration al Museo
di Orleans e al Museo di Dole, Pop art Italia a Modena, Kandinsky e l'astrattismo in
Italia 1930-1950 a Palazzo Reale di Milano; e mostre personali: Milano anni
'60: Bertini ieri e oggi allo Spazio Annunciata di Milano, Gianni
Bertini Percorsi e ricorsi alla Galleria Poleschi
Arte di Milano, Gianni
Bertini nella collezione Pepi in provincia di Pisa.
Gianni Bertini si è
spento a Caen (Normandia) l'8 luglio 2010
Pagina tratta dal sito www.frittelliarte.it.
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