SCHEDE TECNICHE

SCHEDE TECNICHE

Queste schede tecniche d’antiquariato sono state scritte dall’antiquario Pierdario Santoro

per la rubrica mensile edita sulla rivista “L’Informatore Europeo”. L’originale è corredato da foto e didascalie, qui non riportate.

Si ringrazia per la collaborazione la Professoressa Mara Bortolotto, perito d'Arte presso il

 

Tribunale di Bologna (www.peritoarte.it).

 

Gli strumenti scientifici, terza parte dal secolo dei Lumi al 900’.

La definizione strumenti scientifici nasce a partire dalla seconda metà del XIX secolo in Inghilterra, prima di questa data parlavamo solo specificatamente di strumenti ottici, matematici, ecc. Soprattutto dal Settecento assistiamo a una notevole produzione, in particolare prendono grande avvio gli esperimenti sull'elettricità. Lo scienziato Otto von Guericke (1602 -1686), nel 1660 realizzò la macchina elettrostatica, la prima in grado di produrre elettricità statica localizzata nel luogo dove la si generava, in quantità tali da permetterne un utilizzo sperimentale. Vi si poteva collegare un filo di lino e alla sua estremità esercitare ancora una qualche attrazione. Un grande incremento alla sperimentazione fu dato dalla costruzione dei microscopi, che precedettero quella del telescopio, anche se per molto tempo non furono molto utilizzati. Nel 1590 Zakarias padre e figlio costruirono il primo microscopio, ma fu con il lavoro di Robert Hooke, 1635-1703, “Micrographia” pubblicato nel 1665, che il microscopio ottenne un reale successo presso gli scienziati. Anthony Van Leeuwenhoek, 1632-1723, grazie all'utilizzo di lenti di alta qualità di sua fabricazione, cominciò l'esplorazione del mondo naturale; osservando l'acqua di uno stagno egli poté finalmente vedere dal vivo i protozoi e i batteri, dando il via a una vera e propria mania settecentesca la moda dell'acqua stagnante. In una singola goccia d'acqua si apriva la visione di un intero mondo. I successivi miglioramenti intervenuti da allora, come l'inserimento della luce elettrica, dei condensatori, ecc., sono serviti solamente a migliorare la visione dell'oggetto esaminato, non ha modificare sostanzialmente la tecnica di osservazione. Leeuwenhoek era un autodidatta, che non conosceva neanche il latino, linguaggio usato per la maggioranza dei testi scientifici all'epoca. Egli osservò anche le cellule, che poi dalla metà dell'800 furono identificate come i mattoni fondamentali della vita. Il Settecento fu il secolo della sperimentazione, nacquero i grandi gabinetti scientifici e i trattati di filosofia sperimentale, che contribuirono alla diffusione della fisica newtoniana. A cominciare dall'Inghilterra, poi in Germania, quindi in Francia, si iniziarono a tenere lezioni di filosofia sperimentale con l'utilizzo di strumenti scientifici. Alcuni di questi avevano un valore puramente didattico, mentre altri erano utilizzati nella ricerca vera e propria. In Francia nei saloni delle case nobili dalla metà del Settecento incominciò una vera e propria moda, dove ci si divertiva con esperimenti di ogni tipo. Furono prodotti strumenti, denominati objet de salon, appositamente per l'utilizzo e la decorazione degli appartamenti, eccellenti esempi di arte decorativa e del gusto dell'epoca: intarsiati, fabbricati con legni rari e metalli preziosi, decorati con laccature policrome, ecc. Un'incredibile varietà di strumenti che investono ogni branca della scienza: dalla meccanica alla idrostatica, all'idraulica, alla pneumatica, allemisurazione del calore, esperimenti sull'attrazione magnetica è importantissimi studi sui fenomeni elettrici. Un intero mondo è quello degli strumenti per la navigazione. Solo la sperimentazione chimica restò ancorata a strumentazioni pressoché immutate dai secoli precedenti. Dalla fine del Settecento s’introdussero nuovi strumenti: per le analisi chimiche, per le analisi di gas, bilance analitiche, sismografi, ecc. Si costituirono numerose raccolte e collezioni, che a differenza dei secoli precedenti non sono più un insieme di oggetti curiosi riuniti un po' alla rinfusa, ma vengono alsuddivisi in base alle tipologie e alle funzioni. le collezioni dei ricchi amatori sono di carattere più enciclopedico, mentre quelle degli scienziati tendono ad essere raccolte in base alle precise funzioni di ricerca e di misurazione; infine quelle dei professori contengono strumenti appositamente finalizzati alla didattica. Molte di queste collezioni sono sopravvissute pressoché intatte accolte in numerosi musei. La produzione di strumenti scientifici vede l'Inghilterra primeggiare per tutto il secolo. Gli artigiani inglesi, approfittando del mercato più ampio, del migliore approvvigionamento di materie prime e della maggiore libertà dalle strettoie delle corporazioni, avviano la produzione industriale di strumenti di altissima qualità. in Francia le corporazioni costituivano un grande impedimento alla costruzione di strumenti, che richiedono l'intervento di tecnologie diversificate riunite in un unico laboratorio. La Francia fabbrica soprattutto strumenti eleganti, ma non di grande qualità. L’Italia e la Germania caratterizzate dalla divisione in stati e staterelli non riescono ad avere un mercato sufficiente a sostenere una produzione di strumenti scientifici comparabile con quella francese e inglese. Ad esempio il perfezionamento da parte di Jesse Ramsden, 1735-1800, della sua macchina per dividere permetterà la produzione di scale graduate eccezionalmente precise sugli strumenti. Nell'Ottocento si generalizzò la produzione industriale degli strumenti scientifici; passando dal campo puramente sperimentale a quello della produzione industriale vera e propria. Grazie alle scoperte sull'elettricità voltaica si migliorarono molti degli strumenti già noti. La grande espansione del mercato dovuta alla colonizzazione di vaste aree portò alla necessità di strumenti precisi sia per il commercio, sia per la navigazione, sia per l'esplorazione. l'aumento della istruzione pubblica generò a sua volta l'aumento di produzione di strumenti didattici. Gli strumenti medici e chirurgici mostrano un pari enorme incremento. Anche l'attenzione all'igiene comportò un grande ampliamento della produzione di strumenti adatti alla pulizia. La produzione industriale implicò la necessità di strumenti di misurazione più precisi e anche di strumenti di controllo contro le sofisticazioni o semplicemente per misurare la qualità dei prodotti. Il grande fascino suscitato dalle conquiste tecnologiche portò alla creazione di numerosi modelli anche complessi, quali macchine a vapore, turbine, motori, ecc.. Per la didattica si produssero modelli anatomici, parti del corpo umano o del mondo naturale. Anche per tutto l’800 l'industria inglese restò predominante, anche se quella francese tra il 1840 e il 1880 diventò sinonimo di eccellenza. In Germania l'industria ottica ottenne ottimi risultati, fino a quando alla fine dell’800 diventerà sinonimo di eccellenza. Per tutto il secolo il proprietario che si proclamava anche artista era l'inventore e il direttore generale; le aziende erano essenzialmente familiari, con alcuni dipendenti. la situazione rimase pressoché invariata fino alla prima guerra mondiale quando i grandi gruppi industriali assorbiranno buona parte delle piccole ditte. E’ difficile definire solo dalle marche in maniera esatta chi siano i costruttori e chi i venditori, ciò a causa del notevole interscambio. Inizia anche la grande avventura della fotografia e della cinematografia, con la produzione di innumerevoli strumenti: dalla lanterna magica ai primi apparecchi moderni. Alla fine dell'800 incominciano a essere pubblicati cataloghi e riviste dedicati agli strumenti scientifici, corredati da illustrazioni e da spiegazioni sull'uso. Per tutto il secolo si produce manualmente e con l'utilizzo di pochi strumenti meccanici come i torni e le macchine per dividere. Dopo la prima guerra mondiale comincia una produzione sempre più simile all’attuale con l'applicazione alla produzione di macchinari sempre più complessi.

RITORNA ALLA HOMEPAGE