Cod: 462774
Casal di vasi a boccia. Mastro Domenico.
epoca: Século XVI
Mastro Domenico. Domenego de Donà di Bethi, detto Domenico da Venezia[1] o Mastro Domenico (Venezia, circa 1520 – Venezia, 1575)
COPPI DI VASI A BOCCIA, VENEZIA, 1560 CIRCA
In maiolica dipinta a policromia in blu, giallo, giallo arancio, verde ramina e bianco di stagno, manganese; alt. cm 38, diam. bocca cm 31 diam.
Ottimo stato di conservazione.
A BOULBOUS JAR, VENICE, MASTRO DOMENICO AND COWORKERS, CIRCA 1570
Bibliografia di confronto
M. Vitali, Omaggio a Venezia. Le ceramiche della Fondazione Cini. I, Faenza 1998, p. 36 n. 14 e p. 39 n. 17;
C. Ravanelli Guidotti, Omaggio a Venezia. Maioliche veneziane tra manierismo e barocco nelle raccolte del Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza. II, cat. della mostra, Faenza 1998, pp. 71-72 n.20 e bibliografia relativa;
M. Marini, Maioliche e ceramiche del Museo Nazionale del Bargello, Torino 2024, p. 95 n. 119
Angelica Alverà Bortolotto, Maioliche veneziane del Cinquecento da collezioni private. Paolo Canelli, Milano (1990), n. 20
J. Lessman, Italienische Majolica Aus Goethes besitz, Weimar, (2015)
Questi vasi farmaceutici hanno corpo globulare con collo cilindrico alto terminante in un orlo appena estroflesso, e poggia su una base piana a disco. La decorazione, che interessa l’intera superficie, vede da un lato medaglioni circolari incorniciati da motivo ad ampie volute accartocciate, contenente le figure di santi su fondo bianco circondatidal caratteristico motivo a raggera: uno con San Vincenzo Ferrer (noto anche come San Vincenzo Ferreri), celebre sacerdote predicatore appartenente all'Ordine dei Predicatori (Domenicani) invoicato come protettore da malattie, terremoti e tempeste, l'altro con San Lorenzo (o in alternativa San Stefano), rappresentato come un giovane santo diacono colto in un momento di profonda preghiera estatica, entrambi protettori dei diaconi e di diverse categorie di artigiani. La superficie restante del vaso è ricoperta su fondo blu graffito da una fitta decorazione con corolle di fiori, piccoli frutti e larghe foglie di acanto multicolori e in una versione inusuale blu chiaro.
Le opere possono essere inserite a pieno titolo nel catalogo dei manufatti della bottega di Mastro Domenico nella seconda mrtà del XVI secolo: il tipico decoro a frutti e fiori e a medaglioni con figure della bottega veneziana ci restituisce alcuni ritratti realistici, fermando il tempo su immagini di santi, vecchi, fanciulli, dame e cavalieri, nonché di guerrieri in armi. E la decorazione delle cornici secondo la tipologia a larghi girali con motivo accartocciato ebbe un grande successo, soprattutto a sottolineare i ritratti, anche negli epigoni di imitazione nelle manifatture meridionali.