Cod: 309859
Anónimo de Umbria-Marche, último cuarto del siglo XVII.
Época: Siglo XVII

Olio su tela, misure cm h. 92x120, con cornice recente 111x139.

Modello di partenza per questa composizione è la tela del medesimo soggetto di Pietro Berrettini detto Pietro da Cortona (1596-1669) realizzata nel 1662 per un altare della chiesa di S. Filippo Neri a Perugia  e tradotta più volte in incisione, da Louis Gomier a François Spierre, entro la prima tra il 1666 e la metà del ‘700.

Questo dipinto ci mostra la Vergine come una giovane, secondo i dettami canonici del tempo, col capo dai capelli biodo scuro, in parte coperto e leggermente reclinato a sinistra e verso il basso. Le mani devotamente incrociate sul petto, il piede e quello sinistro poggiano, con cui si schiaccia il serpente con in bocca il frutto simbolo del peccato, sotto la falce della luna.

Una corona di dodici stelle a contornano l’aureola dietro al capo, raffiguranti i dodici apostoli.

Eccezionale il movimento del panneggio, particolarmente aggraziato e aereo, che data l’esecuzione nell’ambito del tardo barocco. La Madonna è attorniata da cherubini e con i piedi sopra una falce di luna per esprimere la sua elevazione spirituale e ultraterrena. La tipologia è quella riferentesi al passo del libro dell’Apocalisse: “Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle” (Ap 12,1). Essa rappresenta nello stesso tempo la Madonna e la Chiesa. Il serpente ci ricorda un verso tratto dal libro della Genesi: «Il serpente era la più astuta di tutte le bestie selvatiche fatte dal Signore Dio. […] Allora il Signore Dio disse al serpente […] ‘Io porrò inimicizia tra te / e la donna, / tra la tua stirpe / e la sua stirpe; / questa ti schiaccerà la testa / e tu le insidierai il calcagno’» (3, 1-14-15).

Nell’iconografia il blu rappresenta la trascendenza, il mistero e il divino. È il colore del cielo e quindi è considerato un colore celestiale. Il rosso, invece, è visto come un colore terreno, il colore del sangue.

Spesso, quindi, la Vergine veste di rosso, mentre il colore del suo manto è di un azzurro o blu intenso: in tal modo si sottolinea la sua essenza di donna mortale (il rosso sangue a contatto con il corpo) che si è saputa rivestire dell'etereo colore del Cielo (azzurro-blu), simbolo della sua eccelsa spiritualità.

Vale la pena di notare che l’Immacolata Concezione si distingue dalla Vergine Assunta, in quanto la prima scende e ha quindi gli occhi che guardano verso la terra, mentre la seconda sale e ha gli occhi alzati verso il cielo, dove il Cristo l’attende.

Buon stato di conservazione. Dipinto pulito e rintelato.

Sono disponibili; la perizia della dottoressa Arabella Cifani, le analisi tecniche eseguite dal laboratorio Thierry Radelet e la documentazione fotografica delle analisi eseguite con la lampada di Wood.