Scheda articolo : 226122
Antonio Muzzi "Bellerofonte cavalca Pegaso in compagnia di Diana"
Autore : Antonio Muzzi
Epoca: Ottocento
Misure H x L x P  

"Bellerofonte cavalca Pegaso in compagnia di Diana"   M isure : cm h. 73x53

Dipinti ad olio su tela, bozzetto per la realizzazione di un affresco a soffitto di un palazzo. Probabilmente: Sala dell’Abbondanza in Palazzo Spada, in via Castiglione, attuale sede del Circolo della Caccia.

Muzzi Antonio (1815 – 1894)

Alunno di Giovan Battista Frulli e di Clemente Alberi, si distingue all'Accademia già nel 1829, affermandosi come pittore di storia fin dal '35. Dopo il Masini, attorno al '35, lavora presso il Bezzuoli a Firenze, ove si dedica alla litografia e alla calcografia, collaborando come incisore alla Galleria Pitti di L. Bardi e dirigendo con l'amico Borrani un laboratorio litografico. Nel 1841 viene eletto Accademico con voto, carica che gli verrà meno dal 1848 per un periodo imprecisabile (nel '56 lo è di nuovo). Esegue numerose decorazioni in vari palazzi: Palazzo Spada e Palazzo Rossi (1845), Palazzo Zani e Palazzo Facchini. Contemporaneamente va sempre più affermandosi come ritrattista. Si reca a Pietroburgo nel 1846 presso il pittore di storia Fèdor Brouni, noto nell'entourage romano e bolognese. A Pietroburgo lavora nel '47 presso la chiesa di S. Isacco e succede a Cesare Mussini. Va notato che negli stessi anni anche il Brjullov lavora in S. Isacco (1843-47). Notevoli simpatie sono dimostrate verso la vivace pittura del russo Venetianov. Dal rapporto con artisti russi il Muzzi sembra dunque aver riportato una vivace accensione del colore, e un più moderno impianto dell'opera. Ritorna a Bologna dopo i moti del '48. Notevole è la sua attività nelle chiese di Bologna. Numerose sono le pale d'altare. L'artista è inoltre noto per molti lavori nei teatri emiliani. Dal 1860 fino alla morte è professore aggiunto di elementi di figura presso l'Accademia di Bologna. Ricoprì la carica di Consigliere Municipale nel '59 e nel '61.

 

Pegaso e Bellerofonte

Polido disse a Bellerofonte che avrebbe avuto bisogno di Pegaso. Per ottenere i servizi del cavallo alato selvatico, Polido suggerì a Bellerofonte di dormire presso il tempio di Atena. Mentre Bellerofonte dormiva, sognò che Atena metteva una briglia d'oro accanto a lui, dicendo: "Dormi, principe della casa di Aiolo? Vieni, prendi questo incantesimo per il destriero e mostralo al Domatore tuo padre e come sacrificio ponigli un toro bianco." Quando si svegliò trovò effettivamente la briglia d'oro. Per catturarlo Bellerofonte avrebbe dovuto avvicinarsi a Pegaso mentre beveva da una fonte; Polido gli disse quale fonte, ossia quella di Pirene nella cittadella di Corinto, la città di nascita di Bellerofonte. Altri racconti dicono che Atena portò Pegaso già domato e imbrigliato, o che fu Poseidone come domatore di cavalli, segretamente il padre di Bellerofonte che gli portò Pegaso, come affermava Pausania. In araldica, il cavallo alato si dice pegaso.

 

 

Antichità Santoro 
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